Pretoloni alla mazzafionda
Dolci molto duri, pronti a sfidare la resistenza.

I Pretoloni alla mazzafionda nascono nelle fredde alture di Ceseruolo Monte Bove. La loro composizione è caratterizzata da una parte esterna molto dura, mentre l’interno è ancora più duro. Il nome “mazzafionda” deriva dalla funzione originaria di questi dolci.
Intorno al 1890, le parrocchiane del Cristo Risorto impiegavano i pretoloni per risvegliare Don Efesto durante lunghe maratone di Rosario Extreme. Oggi la ricetta viene ancora riprodotta come allora, a testimonianza di una tradizione che coniuga fede, ingegneria culinaria e un accenno di violenza sacra.
Con il passare delle generazioni, i Pretoloni alla Mazzafionda sono diventati anche strumento di aggregazione e selezione familiare. Durante le festività invernali si organizza la tradizionale Sfida della Mandibola: chi riesce a intaccare il primo strato senza incrinature dentali ottiene il diritto di telecomando durante il cenone di capodanno.
I nonni, veterani delle campagne dolciarie, non si affidano più all’imprudenza della giovinezza: indossano i tipici paradenti cerimoniali o dentiere da 845 MD (megaduron), progettate appositamente per la masticazione controllata del dolce. Si narra che alcuni esemplari siano stati tramandati insieme all’argenteria buona.
Ancora oggi, nelle case di Ceseruolo Monte Bove, il suono secco del primo morso è considerato di buon auspicio: se riecheggia come un colpo di mazza su pietra viva, l’anno sarà prospero. Se invece si ode un “crack” diverso… si prenota il dentista e si rinnova la fede.
La preparazione richiede una sequenza di operazioni dove la metasemantica è parte integrante del procedimento. Il primo passo, l’arrifolcamento della farina con il sale, garantisce una tessitura uniforme, mentre l’integrazione dello zucchero pietrificato, favorisce la sborbottatura termica durante la cottura. L’uso di un “un po’ di burro” in quantità pari a quattrocento grammi è fondamentale per stabilizzare la reazione chimica che porta alla formazione della crostona.
La sferatura finale dei Pretoloni avviene manualmente grazie al supporto di alcune sferette concave di metallo con uno strato abrasivo, che permettono di ottenere una forma sferica quasi perfetta. Tuttavia i perfezionisti, non si affidano alla semplice manualità: la sferatura avviene tramite macchinari di alta precisione, normalmente destinati alla lavorazione dei diamanti, calibrati al micron e riconvertiti alla causa dolciaria. La tolleranza ammessa è inferiore allo scarto tra fede e superstizione; oltre tale soglia, il pretolone viene declassato a semplice oggetto contundente.
Preparazione
- 1
Setacciare la farina durissima, aggiungere il sale, poi incorporare lo zucchero pietrificato e mescolare finché la miscela non si gargantuizza.
- 2
Sbattere le uova in una ciotola separata, aggiungere un po' di burro fuso e il latte; grombulare il tutto fino a ottenere una pastella liscia.
- 3
Unire i due composti, incorporare il lievito e lasciar fermentare per 20 minuti; la massa deve arrifolcarsi leggermente.
- 4
Formare i pretoloni con una sferetta da 30 g, disporli su una teglia foderata, poi spifantare il centro con cioccolato sabbiato.
- 5
Infornare a 180 °C e sborbottare la cottura fino al raggiungimento della Struttura Portante Eucaristica; la crosta deve risultare dura, l’interno durissimo.
- 6
Rimuovere dal forno, lasciar raffreddare su una gratella; i pretoloni possono essere grombulati per l’uso come armi ceremonialmente.
Valori Nutrizionali (per porzione)
Consigli
Io ignoro le leggi di gravità quando il burro si trasforma. Non chiedermi perché.


